“Più sicuri insieme”: campagna di prevenzione contro le truffe della Polizia di Stato
A volte indossa abiti da lavoro – tecnico dell’acquedotto o del gas, elettricista per qualche ente – o uniformi delle Forze dell’Ordine. Ha quasi sempre un aspetto ordinario e inoffensivo, distinto e curato. E soprattutt...

A volte indossa abiti da lavoro – tecnico dell’acquedotto o del gas, elettricista per qualche ente – o uniformi delle Forze dell’Ordine. Ha quasi sempre un aspetto ordinario e inoffensivo, distinto e curato. E soprattutto agisce in qualsiasi momento della giornata e spesso in coppia.
È questo l’identikit del truffatore tracciato dalla Questura di Novara in un opuscolo, “Più sicuri insieme”, per mettere in allerta gli anziani, ma non solo, e prevenire le truffe, uno dei reati più odiosi. Perché un anziano che si ritrova ingannato e derubato non solo ha perso denaro e ricordi di una vita, ma si sente più vulnerabile, inadeguato, con pesanti ripercussioni psicologiche.
Le truffe viaggiano ormai anche sul filo del telefono, con chiamate che chiedono soldi per “aiutare” figli o nipoti in difficoltà. Chi mette in atto questi reati adotta sistemi sempre più sofisticati, come l’uso di un’applicazione che mostra sul display di chi riceve la telefonata il numero di un amico, di un famigliare o – come è successo di recente – della stessa Questura. A chiamare però è il truffatore.
Le vittime sono quasi sempre anziani. Un fenomeno che, in città e provincia, come in altre parti, segna una crescita nel periodo delle ferie, quando molti anziani restano soli in casa.
Solo l’altro giorno sono stati tre gli episodi in città, due fortunatamente falliti e uno riuscito.
Per questo la Polizia rilancia la campagna “Più sicuri insieme”, che prevede anche spot in tv e sui social …
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