Novara vuol diventare “Città compassionevole”, creando una rete per una cultura dell’assistenza per chi vive la malattia
Novara vuol diventare “Città compassionevole”, creando una rete per una cultura dell’assistenza per chi vive la malattia. Con IdeaInsieme

Novara si candida a diventare “città compassionevole”, entrando a far parte di un network internazionale che promuove una nuova cultura dell’assistenza a chi vive momenti di fragilità, malattia e lutto.
Il progetto “Novara Insieme – Città Compassionevole” è stato presentato in Comune, frutto «di quasi un anno di collaborazione» tra il Servizio di Cure Palliative-Hospice dell’ospedale Maggiore, spiega la responsabile, la dottoressa Elvira Catania, e l’associazione IdeaInsieme, da 22 anni punto di riferimento cittadino nell’accompagnamento di malati e famiglie.
L’idea, nata negli anni Novanta in ambito anglosassone grazie all’intuizione di Allan Kellehear, parte da una consapevolezza: le cure palliative non riguardano solo l’aspetto clinico, ma coinvolgono la sanità pubblica nel suo complesso.
Le necessità di malati e caregiver, spesso, non trovano risposta esclusivamente nei servizi sanitari e istituzionali: qui entra in gioco la comunità, chiamata a “fare rete” tra ospedale, Comune, parrocchie, scuole, volontariato e società civile.
A sostenere l’iniziativa, insieme ai vertici di ospedale e Asl, anche le Fondazioni De Agostini e Comunità del Novarese, il Banco Popolare di Novara, il Centro servizi per il territorio (in conferenza stampa il vicepresidente Daniele Giaime) e la Caritas Diocesana. Il progetto è coordinato da Simone Piazza, medico palliativista …
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