Novara: cosa fare negli spazi del “Maggiore” quando non sarà più un ospedale?
Un accordo di cooperazione quinquennale tra il Comune di Novara e Arexpo S.p.A. segna l’inizio di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che coinvolge una delle aree più delicate e strategiche del centro cittadino...

Un accordo di cooperazione quinquennale tra il Comune di Novara e Arexpo S.p.A. segna l’inizio di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che coinvolge una delle aree più delicate e strategiche del centro cittadino: l’attuale sede dell’ospedale Maggiore della Carità. Un’area che, con l’avvio del cantiere per il nuovo ospedale “Città della Salute e della Scienza”, sarà progressivamente dismessa e riconsegnata alla città con una nuova identità.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: evitare che il cuore della città venga svuotato e garantire continuità urbana, sociale e funzionale. Per farlo, l’amministrazione si affida alla competenza di Arexpo, società a maggioranza pubblica (di cui fanno parte il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Regione Lombardia, il Comune di Milano e la Fondazione Fiera Milano oltre che la Città Metropolitana di Milano e il Comune di Rho con quote minori), che ha già guidato con successo la trasformazione dell’area Expo di Milano in un polo internazionale dell’innovazione e della ricerca.
«Con questo accordo – dichiara il sindaco Alessandro Canelli – vogliamo assicurarci che l’area dell’ex ospedale non diventi un vuoto urbano, ma che continui a essere vissuta quotidianamente, proprio come accade ora. Parliamo di oltre 50mila metri quadrati in pieno centro, che devono continuare a offrire servizi, opportunità abitative e commerciali, spazi verdi e socialità». L’accordo prevede che Arexpo elabori studi, linee guida e suggestioni progettuali per definire un modello di trasformazione sostenibile, in grado di attrarre investitori qualificati e orientare le decisioni pubbliche verso soluzioni condivise e coerenti con le esigenze del territorio.
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