Gli studenti del Cobianchi di Verbania raccontano i martiri della libertà
Gli alunni di alcune classi quinte dell’Istituto Cobianchi, appartenenti al Liceo Economico e Sociale, alla sezione Chimica e Materiali e alla sezione delle Telecomunicazioni, sono stati protagonisti di un progetto sui m...

Gli alunni di alcune classi quinte dell’Istituto Cobianchi, appartenenti al Liceo Economico e Sociale, alla sezione Chimica e Materiali e alla sezione delle Telecomunicazioni, sono stati protagonisti di un progetto sui màrtiri della storia locale, europea ed extra-europea per riqualificare il valore della libertà. La presentazione delle professoresse Abbiati e Albertano, coordinatrici dell’indirizzo Scienze Umane opzione Economico Sociale, apre i lavori del progetto – a cura di Edlira Macovila – che continuerà per cinque settimane, con gli approfondimenti e i podcast dei ragazzi e dei docenti coinvolti nel progetto.
La complessa società odierna porta le giovani generazioni a surfare sul mare delle informazioni globalmente disponibili senza trovare spesso il tempo di approfondire tematiche spesso di non facile approccio. E’ questa dunque, ancora più attuale e urgente nel mondo contemporaneo, la sfida della scuola: il compito di guidare i ragazzi nella scoperta della complessità e nell’andare a fondo, ricercando possibili risposte a domande esistenziali che accompagnano la crescita di un giovane.
Ma perché approfondire una tematica apparentemente così lontana dalle generazioni attuali? Innanzitutto perché alcuni di questi testimoni di libertà hanno frequentato proprio le aule dell’Istituto e non tutti gli alunni forse sanno che lo spazio dell’Auditorium della scuola è dedicato proprio a loro: Luigi Velati e Gastone Lubatti, ex studenti e partigiani caduti nell’Eccidio di Trarego del 1945.
Ecco allora che la storia si fa memoria collettiva e contribuisce a formare l’identità di un luogo, essa diventa elemento cruciale per comprendere come le comunità si identificano e si relazionano con il loro passato. Agli attuali studenti del Cobianchi quindi, novelli tedofori, il compito di portare la fiaccola della loro identità culturale nel futuro. In secondo luogo perché è fondamentale riflettere sul fatto che le dinamiche storiche sono spesso universalmente simili e dunque conoscere realtà storiche analoghe, che mostrano come la resistenza, il coraggio e il sacrificio di alcuni abbia contribuito alla creazione di comunità di donne e uomini liberi e alla conquista e difesa di diritti inalienabili per tutti, ci permette di comprendere meglio quanto queste testimonianze, oggi più che mai, non possano essere ignorate.
Le società cosiddette evolute rischiano oggi di dare i loro valori fondanti per scontati, non considerando il fatto che singoli individui o gruppi, in passato, hanno dato la vita per ottenerli; ma i valori di libertà e giustizia vanno costantemente praticati da ogni comunità che si considera civile perché non diventino nuovamente solo degli ideali.
E’ proprio alla vigilia della celebrazione del 21 marzo dunque, data della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che questo progetto si concretizza nelle aule del Cobianchiper costruire, studenti e docenti insieme, un cammino collettivo fatto di nomi, memoria e responsabilità.
Oriana Abbiati e Gigliola Albertano